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Sistema Idronico

Introduzione
I comuni condizionatori, gli split (detti così perché composti di due unità separate, una interna e una esterna, collegate da tubi e cavi elettrici), sono sicuramente i più diffusi, ma non rappresentano l'unica alternativa: altre tecnologie di raffrescamento attivo risultano ben più convenienti, confortevoli e parche nei consumi energetici. Eccone alcune.
I sistemi idronici sono costituiti da un refrigeratore ad aria o ad acqua e da una serie di unità terminali, ventilconvettori o “fan coil”, specie di caloriferi, capaci di generare fresco d'estate e caldo d'inverno (generalmente sono collegati anche alla caldaia o a pannelli solari). E' una soluzione particolarmente diffusa negli edifici commerciali, garantisce un elevato grado di adattabilità a condizioni di carico variabile e permette la regolazione indipendente della temperatura, locale per locale, limitando quindi anche gli sprechi.

Un'altra alternativa al condizionatore è costituita dagli impianti a pannelli radianti a pavimento, a soffitta o a parete, costituiti da robusti tubi in plastica, all'interno dei quali, in inverno, circola acqua calda e, d'estate, quella refrigerata per il raffrescamento. Si tratta di impianti che vanno in genere associati a deumidificatori per evitare qualsiasi forma di condensa nelle pareti. Il sistema garantisce minori consumi dell'ordine del 20-30%.
Il solar cooling impiega pannelli solari per la produzione di acqua calda, utilizzata poi per alimentare la macchina frigorifera (un impianto ad assorbimento): si richiedono in genere temperature dell'acqua proveniente dai pannelli solari assai elevate e macchine frigorifere di dimensioni giustificate solo nel caso di grandi uffici e condomini.
Per l'utenza domestica è relativamente più facile una quarta soluzione, che combina i pannelli elettrosolari o fotovoltaici e l'energia geotermica (dell'acqua sotterranea o dell'acqua dei laghi) per produrre l'energia necessaria ad alimentare pompe di calore e macchine frigorifere. Anche in questo caso lo stesso apparecchio è in grado di riscaldare l'edificio d'inverno e raffrescarlo d'estate con consumi energetici molto bassi o nulli (nel caso di ricorso totale al sole). I costi dell'investimento iniziale per queste ultime due soluzioni sono estremamente superiori a quelli richiesti per l'acquisto di un climatizzatore, ma i vantaggi sono molteplici: tali impianti ecologici serviranno non solo per la climatizzazione estiva ma anche per il riscaldamento dell'acqua calda e la produzione di elettricità.

Cosa fare
Installare, al posto dei normali radiatori, un sistema idronico con ventilconvettore con la possibilità di aggiungere alla caldaia un impianto di refrigerazione dell'acqua. Costo indicativo per appartamento: da euro 36 a euro 93 per m3, più il costo dell'impianto frigorifero da affiancare alla caldaia.
Installare un impianto a pannelli radianti a pavimento o a parete e aggiungere alla caldaia (meglio a condensazione) un impianto di refrigerazione dell'acqua e di deumidificazione. Costo indicativo: circa 10 euro per m3 per la sola posa del sistema radiante.
Installare un sistema di climatizzazione da fonti alternative: solar cooling o un sistema combinato di fotovoltaico e geotermia. Costo indicativo: non meno di 30 mila euro per per villa o unità famigliare.

Agevolazioni e contributi
Tutte le spese di ristrutturazione edilizia documentabili mediante fattura sono deducibili dalle imposte nella misura del 36%, ripartite in dieci anni. L'IVA è dimezzata (10%).
Dal 2008 e sino al 2010 la detrazione del 55% delle spese sostenute viene estesa anche all'installazione di impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza (sino ad un massimo di 30 mila euro) e ai collettori solari (sino ad un massimo di 60 mila euro), alle seguenti condizioni:
sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione o con pompe di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici a bassa entalpia e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione (valvole termostatiche);
si sia provveduto all'asseverazione di un tecnico abilitato e a trasmettere all'Enea (entro 90 giorni dalla fine dei lavori) l'attestato di qualificazione energetica e la scheda informativa dell'intervento.


Per le spese sostenute sino al 31 dicembre 2008 la detrazione può essere ripartita tra 3 e 10 anni, a scelta del contribuente, mentre per gli interventi effettuati nel 2009 e nel 2010, l'agevolazione deve obbligatoriamente essere distribuita in 5 annualità fiscali.

Per il 2009 e il 2010, in aggiunta alla modulistica da inviare all'Enea, occorre presentare una comunicazione per sola conoscenza alla Agenzia delle Entrate. La nuova procedura per richiedere le detrazioni all'Enea e il modulo per la comunicazione alla Agenzia delle Entrate saranno disponibili entro 30 giorni dall'approvazione della Legge di Conversione.


I pannelli elettrosolari o fotovoltaici godono delle agevolazioni del “conto energia” (vedi scheda relativa).


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